domenica, 19 agosto 2007
Non lo vedo bene. Mi avvicino allo schermo del pc per distinguere i suoi tratti, per cercare in quelle immagini in bianco e nero gli indizi che una foto può comunicare sulla personalità del soggetto che ritrae. Me2, il sito della chat, blocca la possibilità di ingrandire la foto - ho superato il numero di profili visitati! Non lo vedo bene.
La foto è composta da due immagini che ritraggono un ragazzo che fuma. Anzi, che sta per accendersi una sigaretta, o una canna, chissà. Sono quasi del tutto uguali le due foto, non fosse che per l'inquadratura: la seconda immagine sembra scattata da un obiettivo che si è leggermente spostato a sinistra indietreggiando, lasciando scorgere la parte di viso che l'altra immagine nasconde. Vedo meglio l'ultima parte della mandibola, la spalla destra, il collo, l'avambraccio. Forse preferisco questa foto, più chiara, più completa; anche se nell'altra vedo le mani, unite nel tentativo di riparare dal vento la fiamma di un accendino, o di un fiammifero. La mani le guardo spesso in un ragazzo, senza poi trarre conclusioni fisiognomiche ma immaginandomele nel loro agire, pensando a ciò che hanno toccato. Le immagino come un corpo altro da chi le possiede, come antiche testimoni di una persona che conoscono bene, come parte di un tutto che io non partecipo ma che loro invece condividono.
Il nick che usa è Jurkat. Chissà cosa significa per lui. A me ricorda un'orsa, l'orsa Jurka, madre di JJ1, il suo piccolo che girovagando per le alpi ha superato il confine italiano e una volta in Germania è stato ammazzato dalle doppiette del governo bavarese. Jurka è stata da poco catturata. Sbranava troppe pecore, era troppo selvaggia e non si comportava bene! Che triste assistere alla riedizione del mito del "buon selvaggio", che triste far credere alla natura di essere naturale per poi narcotizzarla e farla risvegliare in una gabbia, chiedendole di sorridere ai flash e di afferrare con la bocca i tozzi di pane che i bambini lanciano oltre la rete.
Ma chi sarà questo Jurkat?! E' di Bologna, questo lo so, c'è scritto sopra la foto. Poi c'è scritto che ha 29 anni, che è alto  un metro e settantacinque  e pesa sessantaquattro chili.  Fisico magro: così dice. Però non so se è biondo, moro, di che colore ha gli occhi. Nella foto non vedo i colori! Non so cosa vuole, chi gli piace, se è fidanzato, se cerca un compagno o un'avventura.
So che si chiama Sergio, però.  Il suo nome firma un breve messaggio: "Stupendo il tuo blog, perchè non ci scrivi più?"
postato da: dantedallobolo alle ore 21:37 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    21 Agosto 2007 - 10:41
 
mi volevo cancellare l'altro giorno, da me2 e da altri tre o quattro siti, magari per rifare il profilo da capo invece di aggiornarlo, che mi sembra un lavoro di accumulazione... sarà che sto traslocando e cambiando città e son portato a sentirmi disbanded, in vista di palingenesi; poi però mi son chiesto se rifacendo il profilo avrei potuto scegliermi lo stesso nick, non ne sono sicuro; jurkat mi piace perché nessuno sa cosa voglia dire, nessuno lo sceglie e lo trovo "libero" ogni volta che c'è da registrarsi con un nome; però che cazzata tenersi stretto un nome tanto vecchio, mentre son qui che faccio scatoloni e butto nella monnezza un sacco di cose inutili: perfino alcuni regali son stati falciati.. resistono le foto, anche se come al solito volevo metterle in un album, l'ho comprato, poi è rimasto vuoto e le foto son ancora nelle buste del fotografo, ad appiccicarsi l'una all'altra; jurkat è il mio primo nick, è un tipo di cellule su cui lavoravo all'epoca delle mie prime incursioni in rete, quando stavo in lab 10-12 ore al giorno, poi tornavo a casa e mi piazzavo al pc; i nomi che sceglievo in rete erano jurkat, k562, bandshift... tutta roba per addetti ai lavori; son passate due città, tre case, tre lavori e anche questo nick sa ormai di naftalina; una mia compagna di lab che sento ancora oggi diceva che chi è diverso ha sempre bisogno di ricominciare (infatti lei vive a Manhattan, lavora alla Cornell University e vive una vita da Sex and the City!!!) però a volte ho come una percezione archeologica della vita, in cui tutto alla fine si sedimenta, a strati, qulacosa del passato magari resta anche se lo butti, anzi soprattutto se lo butti, che è il modo per metterlo al suo posto; son stato contento di non essermi cancellato, anche solo per leggere la tua interpretazione del nick... grazie al "numero massimo di profili visualizzabili raggiunto" una foto quasi invisibile e un nome si son caricati di mistero; la prova provata del principio buddista per cui ciò che proviamo appartiene al soggetto e non all'oggetto; io nella tua foto blu ho visto the blue tv screen light di una canzone di Joni Mitchell, proprio dell'album blue, come se i tuoi occhi fossero una versione aggiornata dell'"azzurro di stoviglia"... un trip; e poi sarei curioso di sapere quali sono i nuovi stimoli "che non si traducono in un blog"; ciao;
utente anonimo

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